Corto maltese

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venerdì 2 febbraio 2018

L'allenatore improvvisato


Da qualche anno va molto di moda, sopratutto tra atleti Elite, ma non solo, fare l'allenatore di triathlon.
Anni fa iniziai anch'io, visto che non potevo più allenarmi x competere come Elite misi su un gruppo di atleti e in collaborazione con la palestra Top Gym creammo il Progetto Triathlon; il primo anno andò bene ma mi resi subito conto che per fare il coach bisogna distaccarsi dall'essere atleta, bisogna mettersi in secondo piano e dedicarsi agli atleti seguiti, forti o scarsi che siano, perchè non si può allenare altre persone nel modo giusto se si vuole essere ancora atleti al 100%; insomma capii che non faceva per me perchè il poco tempo che riesco a trovare preferisco dedicarlo a me stesso.
Se si vuole fare l'allenatore ci si deve mettere in gioco, umilmente, facendo corsi che ti permettano di ampliare le tue conoscenze, perchè non esiste una teoria o un metodo di allenamento perfetti, esistono tante teorie buone ed altrettanti metodi.
Il difficile è capire cosa sia più adatto per ogni singolo atleta, capire come gestirlo e dare delle tempistiche idonee al tempo a disposizione, il triathlon non è uno sport come gli altri.
Il mio amico Riccardo Bedei, triathleta di buon livello, ha deciso, qualche anno fa, di fare l'allenatore a tempo pieno e consapevole del fatto che avrebbe dovuto mettere da parte il suo "essere atleta" si è messo a fare corsi dedicandosi al cento percento a questa attività....risultato: sta diventando uno dei migliori allenatori emergenti.
Ma Riccardo è un ragazzo umile e non troverete dei suoi post confezionati per fare notizia o per attirare l'attenzione, Riccardo lavora, sodo, e raccoglierà il frutto del proprio lavoro.
In conclusione diffidate da chi, nonostante magari un passato da atleta di buon livello, si improvvisa allenatore ed affidatevi a chi quel lavoro lo sa fare e sopratutto a chi vi dedica tempo e attenzione.

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