Corto maltese

Corto maltese

sabato 3 febbraio 2018

Federazione impazzita o esigenza di calendario?



Di solito la stagione agonistica del triathlon inizia con i duathlon, gli anni passati le prime gare si facevano a marzo (fatta eccezzione per i duathlon in mtb), l'anno scorso il primo duathlon è stato quello di Terni, in Umbria, non lontano dal Lazio, dove le temperature sono cmq piú miti, quest'anno la prima gara si corre il 4 febbraio (con ancora delle gare di winter triathlon da disputare), sempre a Terni, i campionati italiani sprint e a squadre si disputeranno a fine mese a Caorle (Trieste), tenendo presente che febbraio è spesso il mese più freddo dell'anno si rischia di correre con temperature non lontane dallo zero, in condizioni proibitive.
Il calendario, normalmente, viene fatto tenendo presente le gare internazionali, io non so quando si disputeranno i mondiali o gli europei di duathlon ma cmq sia mi sembra una scelta veramente azzardata iniziare cosí presto.....vedremo come andrà, a me solo l'idea mi fa rabbrividire...dal freddo. :-(




venerdì 2 febbraio 2018

L'allenatore improvvisato


Da qualche anno va molto di moda, sopratutto tra atleti Elite, ma non solo, fare l'allenatore di triathlon.
Anni fa iniziai anch'io, visto che non potevo più allenarmi x competere come Elite misi su un gruppo di atleti e in collaborazione con la palestra Top Gym creammo il Progetto Triathlon; il primo anno andò bene ma mi resi subito conto che per fare il coach bisogna distaccarsi dall'essere atleta, bisogna mettersi in secondo piano e dedicarsi agli atleti seguiti, forti o scarsi che siano, perchè non si può allenare altre persone nel modo giusto se si vuole essere ancora atleti al 100%; insomma capii che non faceva per me perchè il poco tempo che riesco a trovare preferisco dedicarlo a me stesso.
Se si vuole fare l'allenatore ci si deve mettere in gioco, umilmente, facendo corsi che ti permettano di ampliare le tue conoscenze, perchè non esiste una teoria o un metodo di allenamento perfetti, esistono tante teorie buone ed altrettanti metodi.
Il difficile è capire cosa sia più adatto per ogni singolo atleta, capire come gestirlo e dare delle tempistiche idonee al tempo a disposizione, il triathlon non è uno sport come gli altri.
Il mio amico Riccardo Bedei, triathleta di buon livello, ha deciso, qualche anno fa, di fare l'allenatore a tempo pieno e consapevole del fatto che avrebbe dovuto mettere da parte il suo "essere atleta" si è messo a fare corsi dedicandosi al cento percento a questa attività....risultato: sta diventando uno dei migliori allenatori emergenti.
Ma Riccardo è un ragazzo umile e non troverete dei suoi post confezionati per fare notizia o per attirare l'attenzione, Riccardo lavora, sodo, e raccoglierà il frutto del proprio lavoro.
In conclusione diffidate da chi, nonostante magari un passato da atleta di buon livello, si improvvisa allenatore ed affidatevi a chi quel lavoro lo sa fare e sopratutto a chi vi dedica tempo e attenzione.

martedì 16 gennaio 2018

Govinda


Govinda è il nome della divinità induista protrettrice del mondo e del Dharma, ho approfondito la sua storia qualche anno fa, quando, in giro per Firenze con mia moglie, abbiamo incrociato un gruppo di Hare Krisna che ci ha invitati nella loro comunità sulle colline toscane, un mondo a parte che mi ha riportato indietro nel tempo, quando 15 anni prima, mentre ero fuori dal negozio di dischi che gestivo all'epoca, mi ritrovai a parlare con un ragazzo vestito con un lungo saio, completamente rasato, fatta eccezzione per una treccina nella parte posteriore della testa, avvolto da un'aurea di pace e armonia che viveva in una comunità in toscana, la stessa dove sono finito casualmente un pò di anni dopo.
Govinda è anche il nome di una delle mie caprette ed è il titolo di una delle mie canzoni preferite.
Insomma è un tema ricorrente della mia vita e come recita la canzone sopra citata:

"Govinda jaya jaya
Gopanda jaya jaya
Radha ramanahari
Govinda jaya jaya".

GOVINDA VINCERA'!!!

Al contrario della maggior parte dei triathleti che tediano il mondo raccontando i loro allenamenti su fb o con le foto dei loro garmin (che palle....ma chi se ne frega) io preferisco parlare di altro.
Poche parole..... Ma con un minimo di identità.

Mio padre mi diceva sempre:"Zitti e pedalare!"

E allora ecco il video di "Govinda" dei Kula Shaker:

https://m.youtube.com/watch?v=9QZOHzWLF9w

Ed io intanto continuo a fare i salti mortali per allenarmi, come tanti altri triathleti, dividendomi tra famiglia, lavoro e sport.

:-)

"Tu devi essere come l'acqua, che arriva, si adatta alle cose e poi scivola via."
  Joystick (dal film "Nirvana")

sabato 21 ottobre 2017

Corto Maltese


Non è difficile intuire la mia passione per Hugo Pratt e Corto Maltese, l'immagine che apre il mio blog è eloquente.
È l'unica mia fissa, oltre ad avere tutte le sue opere in varie edizioni diverse, ho film d'animazione, accendini, orologi e ogni tipo di gadget possibile, insomma la mia parte nerd la mostro in questo contesto. :-)
Dalla prima volta che mi sono trovato a leggere Corto Maltese mi sono ritrovato e l'ho sempre considerato il mio rifugio, una sorta di migliore amico di carta pesta, può suonare brutto da leggere immagino ma è cosí e d'altronde i triathleti o sono dei disadattati, o sono dei solitari oppure dei drogati di endorfine ............. o tutte e tre le cose messe insieme.
Pratt ci ha lasciati a fine anni novanta, e per chi, come me, si perdeva nei suoi disegni e sopratutto nelle sue storie, la sua morte ha creato un vuoto incolmabile.
Nessuno sa raccontare come Pratt, la sua conoscenza del mondo (era un giramondo instancabile), il suo bisogno di nuovi stimoli e la sua infinita cultura lo rendeva unico, come uniche sono le sue opere.
L'anno scorso è uscita una nuova storia di Corto Maltese (Pratt ha sempre detto che qualcuno avrebbe dovuto continuare a far vivere Corto Maltese), questo compito decisamente arduo è stato affidato Juan Díaz Canales e a Rubén Pellejero; personalmente tendo sempre a non giudicare prima di aver visto o ascoltato e ho atteso l'uscita di "Sotto il sole di mezzanotte" con trepidazione per poi venirne deluso, perlomeno in parte; partendo dal presupposto che Pratt è insostituibile,come disegnatore ma sopratutto come narratore, l'opera mi ha lasciato l'amaro in bocca in entrambi i campi, il viso di Corto era molto in ombra e i disegni non mi trasmettevano nulla.
Immagino non sia stato per niente facile, Pratt è Dio nel fumetto d'avventura e difficilmente potrà mai essere sostituito, e probabilmente la paura del confronto ha influito sul risultato finale, la storia invece era si interessante ma mancava di poesia.
Quest'anno è uscita una nuova storia "Equatoria", i disegni sono decisamente migliorati, forse il peso del confronto si era alleggerito con l'opera precedente, la storia invece mi sembra molto buttata via, l'idea è bella ma manca qualcosa e  quel qualcosa si chiama Hugo Pratt.
Moebius e Jodorowsky non possono essere sostituiti nel fumetto pulp lisergico come Pratt non può essere sostituito nel fumetto d'avventura ma bisogna accontentarsi.
Continuerò cmq a prendere i nuovi Corto Maltese, è una "malattia" per la quale non conosco e non voglio la cura.
In conclusione mi piace più scrivere di altro che di triathlon :-o, il triathlon mi piace praticarlo.
Oggi due ore di bici con due salite fatte in compagnia del Bis (Christian Bissioni) e del Magno (il Magno è il Magno, non ha ne nome ne cognome), il mio mese di scarico sta per terminare, novembre si avvicina.
:-)


martedì 17 ottobre 2017

Non solo Triathlon

Mi capita spesso, nei dopo gara ma anche nel pre gara di parlare con molte persone ma dopo poco trovo il modo di defilarmi, non perché sia snob o mi senta superiore ma semplicemente perché si parla solo di triathlon; sia chiaro, anch'io sono innamorato perdutamente di questo sport ma mi piace parlare anche e sopratutto di altro.
La vita è un'esperienza e va vissuta a 360°, almeno per me.
Quindi oggi parliamo di altro, e cioé di musica, cinema e letteratura.
Partiamo dalla musica, quando avevo 21 anni ho realizzato il mio sogno da adolescente, aprire un negozio di dischi e anche se non è andata bene (ho aperto quando è esploso napster e tutti scaricavano :-( ) la passione mi è rimasta.
In questi giorni è uscito il nuovo disco degli Ulver, gruppo norvegese che seguo dagli esordi, cioé quando facevano metal e il loro mutamento musicale ha coinciso con il mio, il disco in questione è "The assassination of JulioCaesar", un capolavoro, un mix di new wave, electro, jazz a sprazzi, trip hop e sperimentazione.
Se amate Depeche Mode, New Order, il gothic dark e l'elettronica compratelo a scatola chiusa.

Passiamo al film, "Lock & stock" , opera prima di Guy Ritchie, il regista di Sherlock Holmes per intenderci, cosa volete che vi dica, è irriverente, comico, violento e unico ma guardatevi il trailer.



Per vedere il trailer cliccate qui: Lock&stock trailer

E infine il libro: "Il potere del cane" di Don Winslow.
Non è un libro per tutti, è volgare, violento all'inverosimile e incredibilmente crudo e veritiero.
Ambientato tra gli Stati Uniti e il Messico, è uno spaccato del traffico di droga e della criminalità organizzata messicana.
Un romanzo che vi terrà attaccati alle sue pagine e che, nonostante le tante pagine, divorerete.



:-)

giovedì 28 settembre 2017

Zero rimpianti

L'altro giorno ero dal mio fisiotetapista Stefano, che dopo tanti anni di collaborazione è diventato un mio caro amico.
Mentre mi massaggiava mi ha chiesto se non mi fossi pentito di essere partito per l'Africa ed aver mollato tutto proprio all'apice della mia carriera di duathleta, quando ero nel giro della nazionale e proprio nell'anno dei mondiali di Rimini.
Risposta:" NO!!! "
Ho fatto un viaggio incredibile, durato sette mesi, attraversando con lo zaino in spalla una bella fetta del continente nero, un viaggio che mi ha fatto crescere come uomo e che mi ha fatto vivere esperienze assurde, nel bello e nel brutto, conoscere persone stupende e altre orribili, sono tornato completamente cambiato e molto più felice e positivo di prima.
Certo se il duathlon fosse stato sport olimpico non sarei partito ma probabilmente non sarei stato neanche nella nazionale.
Mi è dispiaciuto non essere convocato per gli europei di Edinburgo, stavo bene e me lo meritavo, una settimana prima, incazzato come un puma per non essere stato convocato ho fatto un 10.000 correndo a 3'10" con una facilità disarmante, arrivando a 20 secondi da Alessandri che poi ad Edinburgo arrivò dodicesimo e fece tutta la gara nel gruppo di testa, poi il sabato dell'europeo in Scozia feci la podistica notturna di S.Giovanni a Cesena arrivando  terzo a 4" dal marocchino che qualche mese prima era arrivato terzo alla Strabologna, insomma volavo, la settimana dopo feci il mio personale nei 10.000, 30'42" :-)))))))))
Nel duathlon di Suno, gara scelta dal CT Compagnoni per fare le convocazioni ufficiali arrivai secondo a 5 secondi da Armuzzi, lui agli Europei, io a casa, due settimane dopo al duathlon di Entracque faccio tutta la gara in fuga insieme a Brustolon, con dietro il gruppo ad inseguire con Luciani, Stefani e Pasquinelli che non è riuscito a rientrare, anche li secondo con una frazione bike strepitosa.....stavo proprio bene. :-(
Per il mondiale di Concorde negli USA fu un'altra storia, li non fui convocato perchè era troppo lontano e la federazione portò solo due atleti, scelta comprensibile anche se avevo fatto un ritiro pre mondiale notevole e non avrei certo sfigurato.
Mi è dispiaciuto non aver provato a fare le cose seriamente, nel senso che ho sempre lavorato, non ho mai fatto l'atleta e basta, magari nei triathlon lunghi mi sarei divertito. L'unico che ho preparato decentemente è stato l'HalfcastMan del 2012, il mio primo mezzo IronMan, 4 ore 17 minuti con 15 km di salita bella tosta nella frazione bike da ripetere due volte, secondo assoluto a soli due minuti da Sansone e davanti a Simoncini, vice campione italiano l'anno prima.
Poi il lavoro non mi ha più permesso di prepararmi seriamente, a parte il primo anno del Challenge di Rimini, l'anno in cui vinse McCormack, nonostante una bici poco allenata arrivai nei venti correndo la mezza a 3'40"al km, li ebbi la conferma che allenato alla pari dei Pro sarei stato da Top Ten ma va bene cosí.
Ho avuto la fortuna di iniziare a fare uno sport a 25 anni ed arrivare in nazionale, sono stato terzo nel rank nazionale di duathlon nel momento di massimo splendore di questo sport, quando c'era gente come Alessandri, Lambruschini, Pigoni, Armuzzi, Hofer e sopratutto ho avuto la fortuna di batterli come al campionato italiano di duathlon classico di Rivergaro (il camp italiano del record di partecipazione), livello stellare, vinse Hofer davanti a Picco, io arrivai sesto davanti ad Alessandri, Lambruschini, Pigoni e molti altri, gente come Luciani, Bonazzi, Pasqualini non stava neanche nel secondo gruppo, immaginatevi il livello.
Come non ho rimpianti di aver smesso di giocare a calcio proprio quando mi prese il Parma, avevo 14 anni, era il Parma di Nevio Scala, Buffon era nella primavera ma il calcio non faceva per me.....
Poi la mia vita mi ha portato ad incontrare Valentina, la mia compagna e alla nascita di nosto figlio Zeno...
Ora faccio il gelataio, lavoro troppo probabilmente ma sono felice.
Delle mille strade cieche che la vita ti obbliga a prendere alla fine ho percorso quella giusta per me.
Come dice il titolo del post: ZERO RIMPIANTI.