Corto maltese

Corto maltese

mercoledì 21 marzo 2018

Coliandro is back!!!




Raramente mi appassiono a guardare serie tv, primo perchè non amo il televisore e secondo perchè non voglio sprecare il mio tempo passando da una serie all'altra, preferisco un bel film, anche se alcune serie tv sono indubbiamente belle ma semplicemente preferisco fare altro.
Faccio un'eccezzione per "L'ispettore Coliandro" dei Manetti bros, se voglio passare una serata tranquilla e staccare la spina Coliandro è perfetto anchè perché ogni puntata non è collegata all'altra e non hai la smania di vedere la puntata dopo, come succede con  le serie di adesso, Coliandro è come quelle degli anni ottanta/novanta, vedi Macgiver, Bo e Luke o l'A-team., sai già come finirà ma non ti interessa.
Coliandro è uno sbirro cresciuto a pane e fillm di Clint Eastwood, John Rambo e l'ispettore Callaghan sono i suoi miti, Coliandro vuole sgominare il crimine ma è terribilmente impacciato, al contrario dei poliziotti della tv, combina spesso dei casini e finisce sempre in mezzo a delle indagini ad alto rischio senza che nessuno lo autorizzi a farlo.
Il tutto girato a Bologna che si presta a meraviglia, i Manetti Bros ti fanno sentire dentro a Bologna, te la fanno annusare...una Bologna volutamente esagerata, iper violenta perchè Coliandro fa si ridere ma in fatto di violenza e sangue non scherza......
Coliandro è molto fumettoso, non a caso negli novanta dai libri di Lucarelli fu fatta una serie a fumetti, oggi difficilmente reperibile :-(((( .
Un prodotto a basso budget che è riuscito ad emergere tra la quatità di merda che gira in tv....Coliandro è underground, molte comparse sono un pò cosí magari ma questo lo rende ancora più bello....genuino.
Quindi se volete passare una serata spensierata guardatevi "L'ispettore Coliandro".

Allenarsi secondo natura

L'Ayurveda e lo sport




Il mercato degli integratori sportivi è sempre più attivo e in crescita, tutti cercano il modo legale di migliorare le proprie prestazioni o cmq per aiutare il fisico a recuperare le forze dopo gare ed allenamenti.
Potete sbizzarrirvi, ne trovate quanti ne volete, pre gara, x la gara, post gara, x prevenire i crampi ecc, le zone cambio brulicano di gel e borracce piene di liquidi dai colori fluo ma in pochi si pongono la domanda: "servono veramente?"
Personalmente penso che, praticando sport di endurance, sia necessario reintegrare quello che si perde in gara e allenamento ma non sono cosí convinto dell'utilità di certi prodotti.
Perchè?
Semplice, tutti gli integratori sportivi sono fatti in laboratorio, sono sintetici e il nostro corpo non li riconosce o cmq non è fatto per assimilarli.
Per fare un esempio pratico, gli aminoacidi ramificati si trovano nelle uova, nei latticini, nella soia in grande quantità ma sopratutto nell'alga spirulina e non è necessario ingurgitare camion di pastiglioni bianchi che intossicano i reni e il fegato.
Magari molti obietteranno, giustamente, che difficilmente si riesce ad integrare la giusta quantità di aminoacidi con il cibo ma mi permetto di obiettare.
Con il cibo solamente noma con l'ausilio delle piante si.
Ho avuto un discreto passato da atleta Elite, in particolare nel duathlon, adesso faccio l'age group, corro per divertirmi e insieme a mia moglie, che studia medicina ayurvedica (è la medicina tradizionale più antica della storia dell'umanità, non è roba da sciamani, in India è riconosciuta al pari della medicina convenzionale e molti medici, in tutto ilmondo, vi si stanno avvicinando) abbiamo deciso di provare ad eliminare tutti gli integratori classici e a fare uso solo di cibo e piante....un azzardo?...può darsi ma l'anno scorso non sono andato male e l'esempio della corsa basta per poter dire che forse è fattibile.
Ho chiuso l'anno correndo la frazione run nello sprint di Faenza a 3'20" al km correndo30/40 km a settimana....dai non è niente male. :-) Magari fra un paio d'anni avremo più risposte.
Nel frattempo ho corso al duathlon del Mugello, freddo polare e gara fatta in crescendo, era la prima dell'anno, non faccio podistiche e sono partito volutamente piano, per poi crescere, alla fine 20° assoluto con un livello molto alto, se avessi corso secondo le mie possibilità sarei arrivato nei quindici ma va bene cosí, non avevo riferimenti su come correre perchè l'allenamento ti può dare dei riscontri ma la gara poi è un altra cosa.
Prossima gara Campionato italiano di duatnlon no draft a Quinzano e Duathlon sprint di Imola poi siinizia con il triathlon.

sabato 3 febbraio 2018

Federazione impazzita o esigenza di calendario?



Di solito la stagione agonistica del triathlon inizia con i duathlon, gli anni passati le prime gare si facevano a marzo (fatta eccezzione per i duathlon in mtb), l'anno scorso il primo duathlon è stato quello di Terni, in Umbria, non lontano dal Lazio, dove le temperature sono cmq piú miti, quest'anno la prima gara si corre il 4 febbraio (con ancora delle gare di winter triathlon da disputare), sempre a Terni, i campionati italiani sprint e a squadre si disputeranno a fine mese a Caorle (Trieste), tenendo presente che febbraio è spesso il mese più freddo dell'anno si rischia di correre con temperature non lontane dallo zero, in condizioni proibitive.
Il calendario, normalmente, viene fatto tenendo presente le gare internazionali, io non so quando si disputeranno i mondiali o gli europei di duathlon ma cmq sia mi sembra una scelta veramente azzardata iniziare cosí presto.....vedremo come andrà, a me solo l'idea mi fa rabbrividire...dal freddo. :-(




venerdì 2 febbraio 2018

L'allenatore improvvisato


Da qualche anno va molto di moda, sopratutto tra atleti Elite, ma non solo, fare l'allenatore di triathlon.
Anni fa iniziai anch'io, visto che non potevo più allenarmi x competere come Elite misi su un gruppo di atleti e in collaborazione con la palestra Top Gym creammo il Progetto Triathlon; il primo anno andò bene ma mi resi subito conto che per fare il coach bisogna distaccarsi dall'essere atleta, bisogna mettersi in secondo piano e dedicarsi agli atleti seguiti, forti o scarsi che siano, perchè non si può allenare altre persone nel modo giusto se si vuole essere ancora atleti al 100%; insomma capii che non faceva per me perchè il poco tempo che riesco a trovare preferisco dedicarlo a me stesso.
Se si vuole fare l'allenatore ci si deve mettere in gioco, umilmente, facendo corsi che ti permettano di ampliare le tue conoscenze, perchè non esiste una teoria o un metodo di allenamento perfetti, esistono tante teorie buone ed altrettanti metodi.
Il difficile è capire cosa sia più adatto per ogni singolo atleta, capire come gestirlo e dare delle tempistiche idonee al tempo a disposizione, il triathlon non è uno sport come gli altri.
Il mio amico Riccardo Bedei, triathleta di buon livello, ha deciso, qualche anno fa, di fare l'allenatore a tempo pieno e consapevole del fatto che avrebbe dovuto mettere da parte il suo "essere atleta" si è messo a fare corsi dedicandosi al cento percento a questa attività....risultato: sta diventando uno dei migliori allenatori emergenti.
Ma Riccardo è un ragazzo umile e non troverete dei suoi post confezionati per fare notizia o per attirare l'attenzione, Riccardo lavora, sodo, e raccoglierà il frutto del proprio lavoro.
In conclusione diffidate da chi, nonostante magari un passato da atleta di buon livello, si improvvisa allenatore ed affidatevi a chi quel lavoro lo sa fare e sopratutto a chi vi dedica tempo e attenzione.

martedì 16 gennaio 2018

Govinda


Govinda è il nome della divinità induista protrettrice del mondo e del Dharma, ho approfondito la sua storia qualche anno fa, quando, in giro per Firenze con mia moglie, abbiamo incrociato un gruppo di Hare Krisna che ci ha invitati nella loro comunità sulle colline toscane, un mondo a parte che mi ha riportato indietro nel tempo, quando 15 anni prima, mentre ero fuori dal negozio di dischi che gestivo all'epoca, mi ritrovai a parlare con un ragazzo vestito con un lungo saio, completamente rasato, fatta eccezzione per una treccina nella parte posteriore della testa, avvolto da un'aurea di pace e armonia che viveva in una comunità in toscana, la stessa dove sono finito casualmente un pò di anni dopo.
Govinda è anche il nome di una delle mie caprette ed è il titolo di una delle mie canzoni preferite.
Insomma è un tema ricorrente della mia vita e come recita la canzone sopra citata:

"Govinda jaya jaya
Gopanda jaya jaya
Radha ramanahari
Govinda jaya jaya".

GOVINDA VINCERA'!!!

Al contrario della maggior parte dei triathleti che tediano il mondo raccontando i loro allenamenti su fb o con le foto dei loro garmin (che palle....ma chi se ne frega) io preferisco parlare di altro.
Poche parole..... Ma con un minimo di identità.

Mio padre mi diceva sempre:"Zitti e pedalare!"

E allora ecco il video di "Govinda" dei Kula Shaker:

https://m.youtube.com/watch?v=9QZOHzWLF9w

Ed io intanto continuo a fare i salti mortali per allenarmi, come tanti altri triathleti, dividendomi tra famiglia, lavoro e sport.

:-)

"Tu devi essere come l'acqua, che arriva, si adatta alle cose e poi scivola via."
  Joystick (dal film "Nirvana")

sabato 21 ottobre 2017

Corto Maltese


Non è difficile intuire la mia passione per Hugo Pratt e Corto Maltese, l'immagine che apre il mio blog è eloquente.
È l'unica mia fissa, oltre ad avere tutte le sue opere in varie edizioni diverse, ho film d'animazione, accendini, orologi e ogni tipo di gadget possibile, insomma la mia parte nerd la mostro in questo contesto. :-)
Dalla prima volta che mi sono trovato a leggere Corto Maltese mi sono ritrovato e l'ho sempre considerato il mio rifugio, una sorta di migliore amico di carta pesta, può suonare brutto da leggere immagino ma è cosí e d'altronde i triathleti o sono dei disadattati, o sono dei solitari oppure dei drogati di endorfine ............. o tutte e tre le cose messe insieme.
Pratt ci ha lasciati a fine anni novanta, e per chi, come me, si perdeva nei suoi disegni e sopratutto nelle sue storie, la sua morte ha creato un vuoto incolmabile.
Nessuno sa raccontare come Pratt, la sua conoscenza del mondo (era un giramondo instancabile), il suo bisogno di nuovi stimoli e la sua infinita cultura lo rendeva unico, come uniche sono le sue opere.
L'anno scorso è uscita una nuova storia di Corto Maltese (Pratt ha sempre detto che qualcuno avrebbe dovuto continuare a far vivere Corto Maltese), questo compito decisamente arduo è stato affidato Juan Díaz Canales e a Rubén Pellejero; personalmente tendo sempre a non giudicare prima di aver visto o ascoltato e ho atteso l'uscita di "Sotto il sole di mezzanotte" con trepidazione per poi venirne deluso, perlomeno in parte; partendo dal presupposto che Pratt è insostituibile,come disegnatore ma sopratutto come narratore, l'opera mi ha lasciato l'amaro in bocca in entrambi i campi, il viso di Corto era molto in ombra e i disegni non mi trasmettevano nulla.
Immagino non sia stato per niente facile, Pratt è Dio nel fumetto d'avventura e difficilmente potrà mai essere sostituito, e probabilmente la paura del confronto ha influito sul risultato finale, la storia invece era si interessante ma mancava di poesia.
Quest'anno è uscita una nuova storia "Equatoria", i disegni sono decisamente migliorati, forse il peso del confronto si era alleggerito con l'opera precedente, la storia invece mi sembra molto buttata via, l'idea è bella ma manca qualcosa e  quel qualcosa si chiama Hugo Pratt.
Moebius e Jodorowsky non possono essere sostituiti nel fumetto pulp lisergico come Pratt non può essere sostituito nel fumetto d'avventura ma bisogna accontentarsi.
Continuerò cmq a prendere i nuovi Corto Maltese, è una "malattia" per la quale non conosco e non voglio la cura.
In conclusione mi piace più scrivere di altro che di triathlon :-o, il triathlon mi piace praticarlo.
Oggi due ore di bici con due salite fatte in compagnia del Bis (Christian Bissioni) e del Magno (il Magno è il Magno, non ha ne nome ne cognome), il mio mese di scarico sta per terminare, novembre si avvicina.
:-)


martedì 17 ottobre 2017

Non solo Triathlon

Mi capita spesso, nei dopo gara ma anche nel pre gara di parlare con molte persone ma dopo poco trovo il modo di defilarmi, non perché sia snob o mi senta superiore ma semplicemente perché si parla solo di triathlon; sia chiaro, anch'io sono innamorato perdutamente di questo sport ma mi piace parlare anche e sopratutto di altro.
La vita è un'esperienza e va vissuta a 360°, almeno per me.
Quindi oggi parliamo di altro, e cioé di musica, cinema e letteratura.
Partiamo dalla musica, quando avevo 21 anni ho realizzato il mio sogno da adolescente, aprire un negozio di dischi e anche se non è andata bene (ho aperto quando è esploso napster e tutti scaricavano :-( ) la passione mi è rimasta.
In questi giorni è uscito il nuovo disco degli Ulver, gruppo norvegese che seguo dagli esordi, cioé quando facevano metal e il loro mutamento musicale ha coinciso con il mio, il disco in questione è "The assassination of JulioCaesar", un capolavoro, un mix di new wave, electro, jazz a sprazzi, trip hop e sperimentazione.
Se amate Depeche Mode, New Order, il gothic dark e l'elettronica compratelo a scatola chiusa.

Passiamo al film, "Lock & stock" , opera prima di Guy Ritchie, il regista di Sherlock Holmes per intenderci, cosa volete che vi dica, è irriverente, comico, violento e unico ma guardatevi il trailer.



Per vedere il trailer cliccate qui: Lock&stock trailer

E infine il libro: "Il potere del cane" di Don Winslow.
Non è un libro per tutti, è volgare, violento all'inverosimile e incredibilmente crudo e veritiero.
Ambientato tra gli Stati Uniti e il Messico, è uno spaccato del traffico di droga e della criminalità organizzata messicana.
Un romanzo che vi terrà attaccati alle sue pagine e che, nonostante le tante pagine, divorerete.



:-)